lunedì 7 settembre 2009

MITOLOGIA COMPARATA – Fiori di melo, tempo di spose 1


Le future spose indoeuropee sapevano bene quando sarebbe arrivato il momento delle sospirate nozze: non tanto in occasione dei fiori d’arancio (scoperti quando i migranti giunsero sulle rive mediterranee) ma quando le mele arrivavano sui rami degli alberi.

In effetti vari miti legano un matrimonio alla presenza di mele più o meno dorate. Alcuni narrano del furto di una o più mele d’oro regalo di un matrimonio o come presupposto del matrimonio stesso.

Narra il mito greco che la mela d’oro poteva essere un regalo nuziale. Si racconta che, in occasione del matrimonio di Zeus ed Era, la Madre Terra avesse regalato a sua nipote un melo che produceva frutti dorati; Era, la regina degli dei olimpi, aveva tanto gradito il dono da piantare il magico albero nel suo giardino che si trovava a Ovest, alle pendici del Monte Atlante. Lì alcune versioni dicono che le Esperidi, figlie di Atlante, si occupavano del giardino, ma secondo altri in realtà le fanciulle divine rubavano abusivamente le mele. Sta di fatto che la dea pose a guardia del suo albero il drago Ladone: solo Eracle, nel corso di una sua celebre fatica, poté cogliere di nuovo quei frutti.

Un giardino con mele d’oro (con furto allegato) compare anche in una leggenda caucasica, ricordataci nel Libro degli Eroi di Dumèzil, come premessa di una storia legata a un matrimonio.
Si dice che nel giardino dei Narti crescesse un melo, i cui fiori erano azzurri come il cielo che produceva una sola mela alla volta: ed era una mela d’oro, brillante come il fuoco. Ogni vola che il frutto veniva staccato, in una mattina ricresceva.
Si narra che il magico frutto fosse in grado di guarire ogni ferita e malattia, ma per quanto i Narti facessero la guardia, qualcuno durante la notte riusciva sempre a rubarlo.
Quando il turno di guardia toccò all’eroe Uaerhaeg questi inviò nel giardino i figli Aeshar e Aeshaertaeg. Essi riuscirono a vedere che al momento in cui “giorno e notte stavano per separarsi”, tre colombe si posavano sull’albero per prendere la mela. I due campioni Narti ne ferirono una e, seguendo le tracce di sangue, giunsero al regno sotto il mare di Donbettyr, il genio delle acque.
Lì Aehsaertaeg sposò Dzerasse, la figlia del genio che si tramutava in colomba assieme alle sorelle per rubare le mele.

Un giardino e delle mele d’oro (dell’immortalità) ci sono anche nel mito del rapimento di Idhunn. I Vichinghi credevano che gli dei fossero sì immortali, ma non eternamente giovani e potenti: per restare tali, essi dovevano nutrirsi delle mele d’oro che la dea Idhunn, moglie del dio-poeta Bragi, raccoglieva nel giardino degli dei.
Era successo che Loki aveva fatto uno sciagurato patto col Gigante Thjazzi: per riavere la libertà, il briccone di Asgard aveva dovuto promettere che avrebbe rapito la dea della giovinezza (e le sue preziose mele) e l’avrebbe consegnata al Gigante. Cosa che accadde.
Le conseguenze furono disastrose: gli Aesir, gli dei del Nord, invecchiavano e incanutivano. Facendo due più due, scoprirono che Loki era stato l’ultimo a parlare con la dea. Così, dopo una serie di minacce, il Briccone dovette partire alla volta della reggia di Thjazzi per recuperare Idhunn e riportare la giovinezza agli dei.
E il matrimonio? C’è anche qui: Thjazzi morì nell’inseguire la preda che gli era stata sottratta, e sua figlia Skadhi giunse ad Asgard cercando vendetta. Per placare la furia della gigantessa, gli dei le promisero un marito inc mabio del padre ucciso. Questio marito, dopo il concorso di “bellezza podalica” narrato nel post del 16 giugno 2009, fu Njord, il dio del mare.
Poi il matrimonio non fu felice, ma evidentemente la presenza delle mele non garantisce il successo di un’unione!

Nel prossimo post racconteremo come delle mele (non rubate) entrino a far parte di alcune vicende della mitologia greca che sarebbero sfociate in un matrimonio.

Nota: ok, forse non c’entra nulla col mito, ma come dimenticare che il promesso sposo della dottoressa Elliot Reid nel serial tv Scrubs, interpreta il ruolo di un ladro di mele messicano nei loro giochini prematrimoniali???? Archetipi collettivi che a volte ritornano?

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