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giovedì 28 marzo 2013

Citazioni citabili - Una pluralità di miti creazionistici



“Cosa sappiamo del mito della creazione? Cosa significa esattamente parlare di atto della creazione?
Porsi questa domanda comporta l'inizio di un'indagine estremamente difficile perché non esiste un unico mito egizio che esponga un chiaro, logico e coerente resoconto della creazione, o almeno non in un linguaggio che la mente moderna può comprendere. Per la maggior parte troviamo invece una pluralità di miti creazionistici provenienti da diversi centri religiosi, e ciascuno rende gli eventi chiave nel proprio modo caratteristico, impiegando una terminologia abbreviata e oscura, come se il racconto fosse troppo potente per poter essere espresso apertamente.”
da A.F. Alford, La piramide dei segreti, Fabbri, 1 (traduz. J. Sanders)

Per un primo approccio a questa pluralità vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Religione_egizia 



NB: testo e immagini non sono miei! Questo blog non ha fini di lucro. L'immagine è tratta da http://www.hotelfree.it/itinerari_Piemonte/img/museo_egizio.gif 

sabato 31 luglio 2010

MITOLOGIA COMPARATA - Migranti


In quest'epoca di spostamenti, voluti o non voluti, graditi o odiati, desiderati o temuti, spesso il concetto di nazionalità si ritiene minacciato dall'arrivo di altre "nazioni" esterne, dell'altro "invasore".
Lungi da me esprimermi sull'attualità: in questo blog si trattano i miti, l'eterno ritorno (nessuna ironia voluta con l'argomento del post) nella creazione delle storie dell'Uomo.

Tante volte, però, oggi si fa richiamo a un passato più o meno glorioso, a sacralità di terre patrie, a destini che legano indissolubilmente stirpi e luoghi, come se questi fossero immutati e immutabili, scolpiti sulla pietra dei Dieci Comandamenti.

Bene, se una cosa ci insegnano i miti, è che questo concetto di immobilità non esiste.

Uno dei grandi filoni di quasi ogni mitologia, è quello che racconta l'origine di un popolo (anzi, spesso dell'unica stirpe che si possa autodefinire "Popolo degli Uomini"), e queste origini sono (quasi) sempre... risalenti a una migrazione da altrove.
Proprio così: le grandi mitologie sono quasi sempre fatte da popoli che narrano di essere arrivati dall'esterno e che hanno soppiantato (a volte sterminato) gli aborigeni\autoctoni\indigeni: insomma, chi prima di loro occupava quelle terre che sarebbero divenute le (nuove) terre patrie.

A leggere queste storie ci sarà chi ci potrà vedere un'oscura minaccia e chi troverà confermata la natura vagabonda e mista dell'uomo e la positività dello spostarsi e del mescolarsi.
Al vostro Aristarco piace pensare che, come sempre accade per il mito, l'uomo è sempre Uomo ovunque nello spazio e nel tempo: cambiano i luoghi, cambiano le epoche, ma le tematiche e i miti hanno sempre una costanza di fondo.

venerdì 15 maggio 2009

Tutti figli di Evemero - Le domande del Dottor Asimov 3

Anche "L'ultima domanda" (apparso in Italia nell'antologia "Il Meglio di Asimov", Mondadori), è un perfetto racconto di uno dei maestri della Science Fiction classica. In esso appare ancora una volta il taglio evemerista che Asimov dà all’interpretazione di quelli che sono specificamente argomenti mitologici.

(ATTENZIONE SPOILER! Rivelerò il finale di questo racconto... che è l’elemento chiave dell’efficacia del racconto stesso! Quindi in questo caso procuratevi ASSOLUTAMENTE il racconto, leggetelo, gustatevelo, e poi tornate qui!)

Ne “L’ultima domanda” Asimov affronta i due problemi scientifici fondamentali: la causa prima e l’effetto ultimo.
Ovvero, per dirla col linguaggio del mito: la nascita del mondo e la sua fine.

La trama è semplice: l’umanità si evolve, e con essa i supercomputer che dell’umanità si occupano.
L’uomo cambia, ma ha sempre la stessa paura di base, ovvero quella della morte, e si rivolge ai sempre più perfezionati computer (multiVac, microVac collegato ai AC Planetari, AC galattico, AC Universale, AC Cosmico e infine solo AC) facendo sempre la stessa domanda: “E’ possibile invertire l’Entropia?”.
Ovvero, tradotto in termini non scientifici... “La morte fisica è la fine di tutto?”

I computer non rispondono mai che è impossibile (come invece direbbe la scienza classica), che “fumo e cenere non possono tornare ad essere alberi”. Lo scetticismo, la paura, così come il sogno (= il mito), sono lasciati agli umani. Ogni computer (= la scienza) ha semplicemente dati insufficienti per rispondere, o non ha ancora avuto modo di incrociare tutti i dati.

Ma alla fine del non-tempo (con l’entropia dell’Universo il tempo cessa di esistere…) il lavoro è compiuto. La stessa esistenza di AC è stata legata solo all’ultimo compito, rispondere a quell’ultima domanda fatta dai creatori di AC... che con lui si sono fusi alla fine dei tempi.

Così, quando AC è pronto a dare la risposta…

(Dalla traduzione di Hilja Brinis) “...ormai non c’era nessuno cui AC potesse forire la risposta all’ultima domanda. Pazienza! La risposta – per dimostrazione – avrebbe provveduto anche a questo.
Per un altro intervallo senza tempo, AC pensò al modo migliore per riuscirci. Con cura, AC organizzò il programma.
La coscienza di AC abbracciò tutto quello che un tempo era stato un Universo e meditò sopra quello che adesso era Caos. Un passo alla volta, così bisognava procedere.
LA LUCE SIA! disse AC.
E la luce fu...”

Insomma: la logica di Evemero non finisce neppure nella creazione.

C’è un ottimismo di fondo nelle possibilità della scienza nel Buon Dottore e in tutti i suoi fratelli in Evemero.
Ma questo ottimismo non nasconde che, se anche vogliamo sperare che oltre la prima e l’ultima soglia ci sia qualcosa, solo i sacerdoti della Razionale e Onnipotente Dea Scienza ce lo possono garantire.

E, visto quello che in nome della scienza “neutra e razionale” viene fatto, non sempre questa prospettiva sembra migliore dei vaticini “mitici e irrazionali” di un qualsiasi oracolo.

venerdì 1 maggio 2009

Sitchin aveva ragione – Il Mito dell’UFO


Le narrazioni sugli UFO hanno da sempre mostrato tutte le caratteristiche del mito.

Direte: che c’entrano gli omini verdi (o grigi o rettiloidi o francesi a seconda delle diverse teorie) con Odino, Coyote dei nativi Americani, Noè, Artù, Eracle?

Più di quanto immaginiate, naturalmente!

Come sempre dobbiamo guardare la struttura delle narrazioni relative agli UFO, alla ricerca dell’ “episodio mitico”, non disquisendo di verità o menzogna della narrazione stessa.

Cosa sono gli UFO, secondo alcune delle teorie più diffuse dai loro studiosi\adepti? Fondamentalmente creature superiori all’uomo (per tecnologia o spiritualità) che vengono sulla Terra e

a) creano la razza umana (mito delle origini)

b) forniscono oggetti altrimenti inspiegabili alla razza umana o fondano la civiltà stessa (mito della fondazione della cultura)

c) distruggono civiltà come quella di Atlantide (miti del diluvio)

c) un giorno torneranno (mito escatologico)

d) forse ci ammetteranno in una “Federazione galattica” quando avremo raggiunto un “superiore livello di coscienza” (mito del passaggio dall’uomo al dio).

Anche Odino ha creato la razza umana assieme a Hoenir e Lodurr a partire da un frassino e un olmo; anche Coyote aveva portato il fuoco agli Ute; Noè si salva dal Diluvio; Artù tornerà da Avalon se la Britannia avrà ancora bisogno di lui… Ed Eracle da uomo divenne dio (per quanto eccezionale e di origine semidivina Eracle era pur sempre un uomo).

Stupefacente, eh?

Alcuni sostenitori della teoria ufologia, tra cui Zecharia Sitchin, si sono spinti ancora più oltre: per loro non c’è solo una narrazione “mitica” dell’intervento degli UFO sul nostro pianeta, ma in realtà quasi tutti i miti (e, per alcuni, le vicende degli angeli e la vita del Cristo stesso) non sarebbero altro che la trasposizione della “verità storica” di questi interventi.

E ancora più oltre: i nomi degli dei non sarebbero altro che i nomi reali (non simbolici) delle creature venute dallo spazio.

Come sempre non ci sbilanceremo a dire che tali teorie siano vere e false.

A noi basta sapere che dietro la narrazione e le teorie sugli UFO si nasconde la solita “esigenza mitica” di spiegazione da parte dell’umanità.

Essa, naturalmente, si traduce in forme narrative simili in diversi luoghi del mondo e in diversi tempi, adattandosi in superficie ma non modificando le esigenze e le strutture profonde.

Quello che faremo in questa rubrica che ogni tanto apparirà, sarà cercare di giocare d’anticipo (o talvolta di rimessa) su Sitchin e i suoi.

In questi post daremo come assunto che in effetti tutti i miti mondiali siano la trasposizione più o meno fedele delle visite e degli interventi di creature provenienti dallo spazio, e quindi daremo conto delle interpretazioni fatte da altri (gioco di rimessa)… o azzarderemo a nostra volta nuove interpretazioni o nuove inclusioni (gioco d’anticipo) in questo grande affresco mitologico che è la spiegazione UFOlogica.

sabato 25 aprile 2009

Catastrofi a scelta 1 - I Cinque Soli degli Aztechi I



Gli Aztechi erano convinti che questa fosse la quinta era del mondo, ovvero il "Quinto Sole".

Ciascuna Era del Mondo era stata infatti dominata da un Sole diverso, terminava in una catastrofe per poi essere vedere la nascita di un nuovo mondo sotto l'egida di un nuovo Sole.

Ovviamente, per la gioia degli Apocalittici retroattivi, anche la nostra Era finirà. L’ottimismo era evidentemente una caratteristica della cosmologia Azteca...

Anche la descrizione dei mondi scomparsi non è tra le più esaltanti.

Infatti, stando ad alcune loro leggende, il Primo Sole dominò su un mondo di tenebra in cui c'erano solo animali; se mai apparivano gli uomini, essi venivano subito divorati da creature più forti, come gli ocelotti o i Puma.
Così la prima Era è nota anche come “Era del Puma”.

Eppure qualche umano sopravvisse: i suoi discendenti sono le scimmie (honny soit qui mal y pense!).