Capanèo, il bestemmiatore.
Contro la Porta di Elettra.
Ma Polifonte, e soprattutto Zeus, non permetteranno che un empio salga impunemente sulle mura di Tebe.
Il Terzo Girone del Settimo Cerchio (!) dell'Inferno lo attende.
(Da Eschilo, I sette a Tebe, mia riduzione per l'incontro di Mitika - I Labdacidi del 27\01\2013)ESPLORATOREChe gli dei gli diano buona sorte!Capanèo sta contro le porte Elettre: è un gigante, questi, assai più grandi del primo.Minaccia orrori contro queste torri... Ahimè, che la sorte, non li realizzi! Dice che abbatterà la città, che lo voglia o non lo voglia il Dio; e dice che non lo potrà trattenere neppure se la stessa ira di Zeus piombi davanti a lui. Ha per insegna un uomo nudo che porta fuoco: per arma tra le sue mani arde una torcia: e le lettere d'oro dicono: incendierò Tebe.Manda contro quest'uomo... - Oh!, chi potrà stargli di fronte? Chi aspetterà senza tremare questo eroe tracotante?ETEOCLEIl vantaggio si aggiunga al vantaggio: perché per gli uomini la lingua sincera è accusatrice dei temerari. Capaneo minaccia, si prepara all'opera offendendo i Celesti, e follemente ha la la lingua sfrenata, e lui, mortale, scaglia frasi sonanti e burrascose contro il cielo.Bene, io confido che col fuoco la folgore piomberà sopra lui.Un uomo si pianta contro lui, che è parco di parole, ma il suo cuore sfolgora: il gagliardo Polifonte, a nostra difesa: Artèmide lo assiste benevola e con lei tutti gli dei.Ora dimmi chi è stato preposto alle altre porte.
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